CLIMA E ARCHITETTURA: architettura spontanea-bioclimatica (parte terza)

 

4. LA BAITA ALPINA – CLIMA FREDDO

Baita (bait in arabo) è la casa di montagna. La sua struttura è definita, costante nel tempo e diffusa in tutte le zona montane dell’Asia e dell’Europa. Nella sua forma più comune è costituita da uno zoccolo in muratura dì pietra che pareggia la pendenza del terreno e da una sovrastruttura in legno. Il tetto è a falde moderatamente inclinate, con ampie sporgenze su tutti i lati. Nella parte anteriore, per quanto possibile esposta a sud, si sviluppa una balconata con strutture in legno. La tecnica costruttiva primitiva consisteva, per la parte in muratura, di pietrame legato con calce e nella parte superiore di tronchi incastrati. I solai e la struttura del tetto sono in legno. La destinazione d’uso prevede nella parte inferiore stalle e depositi, nella parte in legno l’abitazione e nel sottotetto il fienile. La copertura del tetto è generalmente in lastre di pietra, o in tavole e scandole di legno. La struttura in muratura si prolunga fino al tetto in un camino che raccoglie i fumi di un focolare che si trova generalmente nella parte centrale dell’edificio. La massa di pietrame costituisce un notevole volano termico, con conseguente possibilità di agire sul microclima e tutto il calore, compreso quello del condotto dei fumi, agisce in qualche modo sullo spazio abitativo. In queste costanti costruttive e distributive si può facilmente seguire il filo della determinante energetica sia come massimo recupero delle fonti di energia che come attenzione al problema dell’isolamento.L’orientamento a sud è decisamente una costante, che dipende naturalmente dai vincoli territoriali. Le coperture che aggettano servono a proteggere la costruzione in legno dalle infiltrazioni per neve e pioggia, più che a riparare dalla radiazione solare estiva. Il riparo da nord e generato dalla pendenza stessa del terreno, mentre le pareti est ed ovest hanno uno sviluppo ridotto, qualche volta addirittura non esistono, per l’abbassarsi delle falde del tetto. Sul fronte, la balconata è usata quasi sempre per depositi di legna da ardere che è addossata alla parete, realizzando cosi un ulteriore schermo e isolamento. I tralicci anteriori alle balconate servono per far essiccare prodotti agricoli e pelli, tenendoli al riparo dall’acqua.Anche la pendenza del tetto ha una motivazione energetica: lo spesso strato di neve che vi si può depositare, senza scivolare, costituisce un ulteriore isolamento aggiunto, oltre alle tavole e alle lastre del tetto. Uno spessore di mezzo metro di neve, oltre a realizzare un notevole schermo per le infiltrazioni e le perdite di calore per convezione generata dal vento, riduce il coefficiente di trasmissione termica di un tetto tipico in legno di circa la metà.Anche la stalla, posta sotto l’abitazione, ha un senso dal punto di vista energetico. Il solaio in travetti di legno a tavole di 3-4 cm di spessore consente il passaggio del calore generato dagli animali (in quantità rilevante: circa 1 kW per capo), nello spazio vissuto dagli uomini. Lo stivaggio del fieno e altri foraggi nel sottotetto realizza un ottimo isolamento termico, mentre assolve alle funzioni di stoccaggio e di possibilità di distribuzione per gravita nella stalla sottostante.Abbiamo detto che le pareti sono in tronchi connessi. Nei climi più duri le pareti sono doppie, con intercapedine riempita di terra e paglia. Una parete di tronchi di 10 cm di spessore, se ben connessa, ha una trasmittanza K di 0,6 [W/m2K], mentre il K della parete doppia (20 cm di tronchi, 15 cm di paglia e terra, 15 cm di tronchi interni) raggiunge un K di 0,35 [W/m2K]. Le finestre sono di piccole dimensioni, e protette da ante e scuri interni.

 

Prof. Fabio Peron
Professore associato settore scientifico-disciplinare Ing-Ind 11 Fisica tecnica ambientale
Dipartimento di Progettazione e pianificazione in ambienti complessi
Università IUAV di Venezia

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