BIOARCHITETTURA (parte prima)

foresta verticale, Stefano Boeri Architetti

Le sezioni che seguiranno sono state realizzate con lo scopo di incuriosire soprattutto chi non si occupa di edilizia per professione, il linguaggio usato è perciò volutamente semplificato, quando possibile, nel tentativo di esporre gli argomenti nel modo più chiaro e comprensibile per chiunque si trovi a leggere. La tematica è molto complessa considerando che descrive l’arte di costruire sulla quale sono stati scritti trattati e manuali in quantità a cominciare da Vitruvio (I° sec. a.C.) con il suo “De architettura”.

L’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci

Il tentativo quindi è, lungi dall’essere esaustivo, quello di fornire qualche strumento a chi si appresta a contattare un tecnico per chiedergli di realizzare il progetto della sua nuova casa o la ristrutturazione di quella vecchia o si accinge ad acquistarne una già realizzata. Se riusciremo ad avere l’approccio giusto potremo dire di aver contribuito anche noi, nel nostro piccolo, a camminare sulla strada della sostenibilità.

CHE COS’È LA BIOEDILIZIA

Bioarchitettura, bioedilizia, edilizia ecologica, edilizia compatibile, edilizia sostenibile, ecoarchitettura sono tutti sinonimi e stanno a significare la possibilità di costruire un edificio limitando al massimo l’impatto che provoca sull’ambiente circostante e offrendo a chi lo abita una residenza senza arrecare danni, intesi come disturbi di vario genere fino a vere e proprie malattie fisiche o psichiche. Per vivere nel rispetto dell’ambiente naturale e urbano che ci circonda ognuno di noi può, e deve, contribuire per la parte che gli compete. Tutte le figure e le istituzioni sociali hanno un peso sul rapporto uomo-ambiente che, se viene sottovalutato, provoca i disastri ecologici cui siamo chiamati a rimediare. Proviamo a prevenirli.

Qual è il ruolo di ognuno di noi nel rapporto con l’ambiente? Il settore urbanistico/edilizio, prima di arrivare al singolo utente della singola abitazione, ha delle figure istituzionali deputate alla programmazione e al controllo. Quindi Regioni, Province, Comuni hanno il dovere di attuare una corretta pianificazione territoriale e di dotarsi di strumenti idonei per la realizzazione di una seria politica di sostenibilità ambientale con relativi controlli. I professionisti incaricati di redigere i progetti dovranno avere la sensibilità e la conoscenza della materia che li metta in grado di eseguire proposte coerenti con il rispetto dell’ambiente. Infine il cittadino: colui che vive negli edifici, li fa funzionare e si preoccupa della loro manutenzione non è meno responsabile dei precedenti soggetti. La costruzione di un edificio provoca sempre un danno all’ambiente: dove prima c’erano piante, animali, zone umide, boschi, adesso ci sono edifici che producono rifiuti, consumano energia, acqua, suolo e inquinano l’aria. Considerando che abbiamo bisogno di edifici per abitare, per lavorare (non possiamo tornare nelle caverne dei primitivi!) facciamo in modo di gravare il meno possibile sul già grave inquinamento ambientale.

ANTICHE FILOSOFIE ORIENTALI

Possiamo affermare che la bioarchitettura ci ha ricordato come sia indispensabile affrontare globalmente il progetto di un edificio sia esso funzionale alla residenza, al lavoro o altro; per usare una definizione cara ai sostenitori di questa disciplina diremo che il progettista deve ricercare e perseguire la qualità del costruito con un approccio di tipo olistico.

Invece sembra proprio che negli ultimi 50/60 anni si sia volutamente trascurato di mettere in relazione il costruito con il sito destinato ad accoglierlo, inteso come ambiente naturale circostante, delegando tutte le soluzioni dei possibili problemi, derivanti da caratteristiche non propriamente vocate alla edificabilità, alla tecnologia considerata la soluzione per eccellenza. Ipnotizzati dal delirio di onnipotenza indotto dalla speranza che la semplice pressione su un bottone ci potesse regalare tutte le comodità e i comforts di cui potessimo immaginare il bisogno non abbiamo pensato ai costi ambientali, altissimi, che tutto ciò comporta e ci siamo allontanati pericolosamente da un sano rapporto con l’ambiente naturale fondato sulla conoscenza e sul rispetto.

Tanto più siamo distanti oggi dalla natura quanto più erano vicini in passato i nostri predecessori che forse in alcuni casi erano addirittura succubi della natura e delle sue leggi, allora perlopiù sconosciute, fino a personificarla in divinità da venerare e a cui immolare vite di animali e uomini sugli altari sacrificali. Due posizioni, quella odierna e quella antica, troppo vicine agli opposti estremi possiamo e dobbiamo recuperare un atteggiamento di maggiore responsabilità che sia una mediazione tra le due. Conoscenza e rispetto della natura, delle sue leggi per un’armoniosa integrazione con essa e non per dominarla.

Conoscenza con gli strumenti della razionalità e oggettività, ma anche dell’intuito e della soggettività. Questo secondo tipo di conoscenza attiene alla sfera dei sensi, della interiorità, dei simboli dell’intuito che la nostra civiltà, troppo concentrata sulla materia, non ci aiuta a coltivare. Altre civiltà, molto lontane dalla nostra, pervase di spiritualità, ci vengono a ricordare la necessità di recuperare una dimensione interiore meno facilmente corruttibile dai beni materiali e più attenta alle vibrazioni di energie presenti in determinati luoghi. Proprio lo studio dell’energia presente nel sito prescelto per costruire è uno dei punti fondamentali del Feng-Shui (letteralmente “vento e acqua”) cinese e del Vastu ( il cui significato è “ambiente naturale” o “dimora dell’uomo”) indiano.

Bedroom vastu tips

Il Vastu propone criteri di edificazione in modo da usufruire degli effetti positivi del sole privilegiando l’orientamento a Est per captare i benefici raggi del sole ricchi di radiazioni ultraviolette e ripararsi da quelle dannose infrarosse presenti a Ovest. Il Nord è considerato orientamento privilegiato rispetto al Sud nefasto per la collocazione geografica dell’India nella fascia tropicale caratterizzata quindi da clima particolarmente torrido.

Lo studio delle energie viene sintetizzato graficamente nel diagramma di forma quadrata in cui viene inserito il Purusha: l’uomo cosmico portatore di grandi e devastanti energie che devono essere dominate e incanalate su binari benefici dagli dei.

Per fare questo essi usano una griglia, il Mandala, che inchioda a terra il Purusha, o Genius Loci, controllandone le negatività. Così leggendo la griglia sapremo che l’asse Nord Est/Sud Ovest è come la spina dorsale dell’uomo, l’energia deve poter circolare senza impedimenti. Il punto cardinale più positivo, il Nord, sarà la sede di Kubira signore dell’abbondanza, il Sud, considerato nefasto, sarà la sede del signore della Morte, Yama. Da queste e altre interpretazioni si ricaverà la disposizione ottimale per gli ambienti della casa o per “correggere” un luogo reso negativo da una geometria infelice, da una pendenza sfavorevole o da un’altra qualsiasi negatività in grado di turbare o compromettere la circolazione dell’energia vitale.

Anche il Feng-Shui è un insieme codificato di azioni attraverso le quali l’uomo cerca di favorire le energie cosmiche e telluriche presenti sul luogo prescelto per costruire o dentro l’abitazione se essa è già costruita. La collocazione geografica della Cina nella fascia temperata suggerirà di proteggere l’edificio dai venti dominanti provenienti dal Nord e dal basso irraggiamento. Il Sud è considerato di fondamentale importanza tanto che tutte le mappe lo riportano convenzionalmente in alto tranne i casi in cui è diversamente indicato. Anche i diagrammi energetici cinesi, come quelli indiani, considerano l’asse Nord Est (entrata dei Draghi) / Sud Ovest (uscita dei Draghi) prioritario per la libera circolazione dell’energia vitale (Ch’i), quindi non dovranno esistere ostacoli lungo questa direzione.

L‘energia attiva (Yang) ha il suo minimo nella zona Nord e andrà crescendo spostandosi verso Est per raggiungere l’apice a Sud che accoglie tutto ciò che rappresenta il movimento, il maschile, la crescita, l’insegnamento mentre procedendo da Nord verso Ovest andrà decrescendo fino al minimo (a Sud) l’energia passiva o Yin simbolo del femminile, della protezione, dell’origine, del riposo.

Questa interazione tra Yin e Yang deve raggiungere un equilibrio che può essere naturale o artificiale se l’esperto deve introdurre dei correttivi per bilanciare la prevalenza del drago (maschile) o della tigre (femminile) o per eliminare una freccia segreta.

Arch. Anna Rita Guarducci

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *